- Nel giro di poche ore, ieri, 18 gennaio, sulle coste di Naiguatá (Stato di Vargas, Venezuela) e su quelle dell'isola di Lovund (Norvegia) si è assistito ad una massiccia moria di pesci, rispettivamente di sardine e aringhe.
- Al momento non si conoscono le cause dell'inquietante fenomeno, anche se, almeno per quanto riguarda il Venezuela, il Ministero dell'Ambiente ha fatto sapere che lunedì verranno effettuate delle analisi per verificare l'eventuale contaminazione delle acque.
- Le ipotesi più accreditate sarebbero legate all'ondata di maltempo che ha colpito l'emisfero nord della Terra.
- Nel caso del Venezuela, le sardine, specie abituata ad acque temperate, potrebbero essersi avvicinate alle coste di Vargas in cerca di temperature più miti rimanendo intrappolate oltre i frangiflutti, senza poter ritornare in mare aperto.
- Per quanto riguarda Lovund, invece, le aringhe, che nuotavano in superficie, sarebbero state congelate dalle forti raffiche di vento che hanno colpito le coste della piccola isola norvegese.
- Non sono state diffuse cifre circa il numero di pesci ritrovati sulle rispettive coste, ma le immagini che da ieri circolano in rete (le trovate aprendo i link a fine articolo) danno un'idea dell'entità del danno.
- Fonti: El Universal, Gawker
domenica 19 gennaio 2014
Moria di pesci sulle coste del Venezuela e della Norvegia
venerdì 19 aprile 2013
Elezioni presidenziali in Venezuela: I primi giorni del Governo Maduro.
Caracas, Venezuela – Domenica 14 aprile, a più di un mese dalla morte
di Hugo Chávez, in Venezuela si sono tenute le elezioni presidenziali. Da un
lato, Nicolas Maduro, successore ad interim dello stesso Chávez e
convinto chavista. Dall’altra parte, Henrique Capriles, esponente della
destra venezuelana, leader della Mesa de la Unidad Democrática (Unità
Nazionale), e già uscito sconfitto alle elezioni dello scorso ottobre. Ha
partecipato al voto il 78, 71 % dei cittadini aventi diritto. Dati
ufficiali hanno confermato la vittoria da parte di Nicolas Maduro con il
50,7% contro il 49,1% ottenuto da Capriles, per un distacco dell’1,6%
pari a circa 300.000 voti di differenza. I risultati sono stati annunciati
dal presidente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), Tibisay
Lucena, la quale ha ufficializzato il momento con determinazione: “Vogliamo
dire al Paese che abbiamo parlato con i candidati alla presidenza. In vista di
risultati così serrati, affermiamo, con la tendenza che è ormai costume del CNE,
che questi dati risultano essere irreversibili. Sono risultati che il popolo
venezuelano ha deciso durante la fase elettorale”.
La notizia è stata accolta dai due schieramenti con
sentimenti contrastanti. Entrambi gli sfidanti, nelle prime ore di lunedì,
hanno pronunciato discorsi che hanno ribadito perfettamente lo spirito di
un’intera campagna elettorale.
Nei pressi del Palazzo Miraflores, sede del
governo, Nicolas Maduro, avvolto dai colori della bandiera venezuelana,
seguendo un copione già collaudato nell’ultimo mese e imitando con scioltezza
il suo predecessore, con fare solenne, ha mostrato una piccola copia della
costituzione: “Questa costituzione è stata scritta con i nostri pugni, le
nostre parole, e ci è costata molto: sacrifici, lotte! Intere generazioni
torturate, rivolte popolari, militari. Noi siamo i garanti di questa costituzione!”.
Continuando il discorso, ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata da
Capriles poche ore prima: “Ho ricevuto la chiamata del candidato Henrique
Capriles: lui mi ha trasmesso una sensazione di sottomissione, io quella di
verità. C’è un potere elettorale. Non può esserci un patto tra noi due.
Rispetto i tuoi sostenitori, ma è necessario che il potere elettorale faccia il
suo lavoro. Tu devi riconoscerlo!”.
Maduro ha anche mostrato, commosso, una fotografia di Chávez,
definendolo “Cristo redentore” e affermando di voler seguire il suo progetto
con questo mandato che lo vedrà impegnato al governo fino al 2019.
Da parte sua, Henrique Capriles, ha fatto riferimento ad un “supposto patto” cui non avrebbe acconsentito. “Non scendo a
patti con le bugie, né tantomeno con la corruzione e l’illegittimità. Il mio
patto è con Dio e con i venezuelani! La voce del popolo e quella di Dio, sono
sullo stesso livello, per me!”. Con lo sguardo aggrottato ed un’apparente
fermezza, Capriles ha continuato il discorso facendo leva sull’”illegittimità
di Nicolas Maduro” e, soprattutto, sulla richiesta, quest’ultima a suo
avviso legittima, di “poter ricontare i voti, uno ad uno”. Sventolando
un plico di fogli che avrebbero riportato le circa 3.500 irregolarità registrate
durante la tornata elettorale, ha dichiarato: “In base al nostro conteggio, noi
abbiamo un risultato diverso rispetto a quello emerso dal CNE.
Bisogna prendere misure. Il popolo oggi ha parlato con fermezza.” E ha aggiunto:
“Rispetto la parte della popolazione che ha votato per Maduro, ma noi abbiamo
il diritto di esigere una revisione dei voti, dettagliata, di fronte al Paese e
al mondo.” Capriles ha poi concluso: “Dunque, signor Maduro, se prima era
illegittimo, oggi lo è ancora di più, e lo dico con tutta la responsabilità che
richiede la situazione […] Se prima avevo voglia di lottare, oggi, signori del
governo, mi date più forza e più voglia di continuare questa lotta!”.
Il portavoce della Casa Bianca ha ammesso che “data
la situazione, con risultati così combattuti, il riconteggio dei voti sarebbe
una mossa necessaria e prudente”. A dare supporto a tali dichiarazioni si è
aggiunto il Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani
(OSA), José Miguel Insulza, che ha parlato anche di “profondo senso
civico da parte dei venezuelani”.
Parole smentite dai fatti. Sulla scia di queste parole,”[…]
lunedì il Venezuela è entrato in un ‘limbo politico’”, ha scritto El País.
Una giornata intensa, tra le più difficili degli ultimi anni, che ha visto sollevarsi
in tutto il Paese numerose proteste da parte dei sostenitori di Capriles.
Proteste che si sono concretizzate, nei casi più pacifici, in “pentolate” - caceroladas
- e nel blocco del traffico di una delle strade che attraversano la capitale. Ma
si sono verificati anche violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine,
che hanno fatto fronte alle proteste con gas lacrimogeni e l’impiego di carri
armati. I dati registrati sono stati allarmanti: sessantuno feriti e sette
morti.
Martedì. Maduro ha denunciato gli episodi, affermando che “gli
scontri non si sono limitati alle strade, ma ci sono stati anche casi di
attacchi alle abitazioni di alcuni ufficiali di governo, e diversi incendi sono
stati appiccati di fronte e all’interno di diverse sedi del Partito Socialista
(PSUV), anche quando vi era della gente dentro”, scaricando le responsabilità
addosso all’oppositore Capriles. Cavalcando l’onda della vittoria, ha aggiunto
“Il mondo deve sapere che tipo di destra c’è in Venezuela”, e ha chiamato a
raccolta i suoi sostenitori, chiedendo una mobilitazione generale e pacifica a
Caracas mercoledì e venerdì, giorno del giuramento presidenziale. La
risposta dell’opposizione si è fatta subito viva con un’ulteriore cacerolada
nella zona est della capitale, nota per essere anti-chavista. Alcune
concentrazioni di persone hanno fatto risuonare pentole e oggetti metallici
sventolando bandiere del Venezuela e chiedendo, ancora una volta, che vengano
fatti ricontare i voti.
Durante la giornata, nonostante tutto, Maduro ha trovato
il tempo per rispondere anche alle “ingerenze” del Ministro degli Esteri
spagnolo, José Manuel García-Margallo, il quale ha anch’egli difeso l’ipotesi
di un riconteggio dei voti, “per superare la situazione interna, scommettere su
un dialogo in seguito a risultati che confermano una forte polarizzazione
della nazione”. Le parole del Capo del Governo sono apparse più come un
avviso che una semplice risposta diplomatica: “Il governo spagnolo si mette
contro quello Venezuelano, ma attenzione, sappiamo difenderci. Voi che avete il
25% di disoccupazione, che state orientando il Paese verso una direzione
neo-liberale che porterà alla distruzione del popolo spagnolo…Non vi mettete
contro di noi”.
E a fine serata, quando sembrava trovare conferma la
marcia convocata da Capriles per mercoledì 17 aprile, a Caracas, per protestare
fino alla sede del CNE e rivendicare a gran voce la legittimità di un ulteriore
conteggio dei voti, dallo stesso leader dell’opposizione è arrivata la
smentita: “Ho preso una decisione: la manifestazione di domani non si farà.
Invito i miei sostenitori a ritirarsi. Chi scenderà in strada, lo farà a favore
della violenza., mentre noi stiamo chiedendo la pace e la tranquillità.” E poi,
rivolgendosì a Maduro: “Chiedo che si calmi, perché sembra stia delirando”.
Venerdì. Ad oggi, 56 manifestanti sono tornati in libertà in
seguito alle proteste post-elezioni e dopo essere stati accusati di reati tra
cui oltraggio a pubblico ufficiale, resistenza alle autorità, pubblica
istigazione.
In mattinata, in occasione del giuramento da parte del
neo-presidente Nicolas Maduro, in Venezuela sono arrivati il presidente
iraniano Ahmadinejad (partecipò anche ai funerali di Hugo Chàvez), il
presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner, il presidente
brasiliano Dilma Roussef. Altri 14 presidenti sono attesi.
La giornata prevede cerimonie per festeggiare il 19
aprile del 1810, giorno in cui iniziarono le prime lotte che portarono
successivamente il Venezuela all’indipendenza.
Intanto, la richiesta di Capriles di poter revisionare i
voti, è stata in parte accolta. Il Consiglio Elettorale Nazionale ha
fatto sapere che il 46% delle scatole elettorali non scrutinate verranno
revisionate nel giro di trenta giorni, a partire dalla prossima settimana con
una media di 400 scatole al giorno, da personale tecnico autorizzato.
Riferendosi ai venezuelani, Capriles ha commentato: “Questa lotta è merito
vostro, ma non è ancora finita, c’è ancora molto lavoro da fare.”
E mentre Mauricio Funes, presidente di El
Salvador, si è mostrato preoccupato per la forte polarizzazione emersa dalle
elezioni dello “stato amico” con cui El Salvador intrattiene strette relazioni,
Capriles, tramite Twitter, sempre in occasione della cerimonia di giuramento di
Nicolas Maduro, ha invitato i suoi sostenitori ad ascoltare in tutta la nazione
il brano “Mentira fresca” (“Bugia fresca”), una canzone di genere salsa, di
protesta nei confronti del governo, scritta dal compositore venezuelano Rolando
Padilla ed interpretata dal cantante Willie Colòn: https://soundcloud.com/mentirafresca/mentira-fresca-1
.
Per Maduro inizia un mandato che, a giudicare dai
primi eventi accaduti, risulterà più difficile del previsto.
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giovedì 7 marzo 2013
E’ morto Hugo Chavez, presidente del Venezuela. All’ombra di un futuro incerto, l’Interrogativo: morto un caudillo se ne fa un altro?
Caracas, Venezuela. 7 marzo 2013 - Verrà celebrato domani, 8 marzo, il funerale del presidente venezuelano, Hugo Chavez, 58 anni, deceduto alle 16:25 ora locale di martedì scorso in seguito ad un’infezione alle vie respiratorie, peggioramento dovuto all’invasività dell’ennesimo ciclo di chemioterapia cui si era sottoposto per combattere il cancro contro cui lottava da diversi mesi, che lo aveva costretto a diverse operazioni a Cuba e al ritiro dalla scena pubblica.
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giovedì 9 agosto 2012
Granada
venerdì 13 luglio 2012
G8 Genova. Maxi processo, cinque condanne definitive, cinque quelle annullate con rinvio.
Roma - E' giunto in serata il verdetto finale riguardante il maxiprocesso nei confronti dei dieci manifestanti accusati di "devastazione e saccheggio" per i fatti inerenti al G8 di Genova nel 2001. Pene leggermente ridotte, ma a tutti i manifestanti è stato riconosciuto e confermato il reato.
mercoledì 11 luglio 2012
Marcia Nera a Madrid. La protesta dei minatori, scontri tra manifestanti e polizia.
Madrid, Spagna - Era il 22 giugno scorso quando 200
minatori provenienti dalle comunità delle Asturie, Aragona, Castiglia e Leòn si
misero in marcia a piedi, verso Madrid, dando vita alla cosiddetta "Marcia nera", per
protestare contro i tagli al settore carbonifero, uno dei più vivi delle
singole comunità, annunciati dal Presidente del Consiglio spagnolo.
domenica 10 giugno 2012
Cacerolada Indignados Alicante. Non solo 15-M.
In seguito alla prima partita dell'Italia contro la Spagna di questi tanto discussi Europei del 2012, alle ore 20:00, nella Rambla Mendez Nuñez di Alicante, di fronte al Banco de España, si è tenuta una cacerolada (pentolata di protesta) quasi spontanea (organizzata attraverso internet), che ha visto circa un centinaio di partecipanti. Uomini, donne, anziani e bambini, tutti uniti per protestare contro il rescate, una sorta di "prestito" (di circa 100 miliardi di Euro) che la Spagna ha richiesto ufficialmente dall'Unione Europea durante la giornata di ieri. Molti cittadini lo considerano una truffa e, per questo, da circa 24 ore, a Puerta del Sol (Madrid), come in molti altri luoghi della Spagna, le proteste non sono mancate. Il Presidente del Consiglio spagnolo, Mariano Rajoy, tentenna, la gente protesta, ma la cosa triste e paradossale, è che la cacerolada di oggi è stata scambiata per un momento di gaudio ed esultanza, quasi fosse una conseguenza del risultato della partita appena terminata. Una visione sconfortante, che lascia intuire il disinteresse totale da parte della maggior parte dei suoi stessi cittadini, nei confronti della situazione politica di un paese, quale la Spagna, sull'orlo della crisi finanziaria. Qualcosa che appare già visto e sentito in Italia. Uno a uno, dunque, su ogni aspetto.
sabato 9 giugno 2012
Attentato Brindisi, Il colpevole dichiara: "L'ho fatto per disperazione".
Brindisi, Puglia - A circa un mese dall'attentato presso la scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, le indagini avrebbero portato alla scoperta del colpevole. Sarebbe Giovanni Vantaggiato, un sessantottenne di Copertino, proprietario di un magazzino di carburante, l'uomo che avrebbe fatto esplodere l'ordigno di fronte all'istituto professionale lo scorso 19 maggio.
domenica 20 maggio 2012
Attentato Brindisi. Ipotesi a confronto circa i colpevoli: Esclusa la matrice mafiosa, si pensa ad un gesto individuale.
Brindisi, Italia - Dopo l'attentato di ieri presso la scuola "Morvillo-Falcone" di Brindisi, in cui ha perso la vita una ragazza di sedici anni, Melissa Bassi, e altre cinque ragazze sono rimaste ferite, diverse ipotesi hanno guadagnato terreno per cercare di dare un nome ai colpevoli e ai mandanti di tale atto.
sabato 19 maggio 2012
19 maggio. Attentato presso una scuola di Brindisi: alcuni interrogativi.
Che soddisfazione si prova in ciò che è stato commesso? Credono che un'intera nazione non sia unita di fronte a certi fatti?
E' stata provocata la morte di una giovane ragazza che, evidentemente, essendo un simbolo dell'istruzione, della cultura, avrebbe costituito, come migliaia, milioni di altre persone, una minaccia. E dunque, ora, credono che un'intera popolazione si chiuda nel timore, tenendo a casa i propri figli per paura che siano le prossime vittime di un attentato?
Colpire una scuola, per quanto si proceda per simboli, diventa un'azione più che mai vigliacca, un palese segno di degrado, altro che forza e furbizia. Che poi, quale forza? Quella dell'agire di nascosto?
Non è che si ha una visione distorta delle cose? Non è che si è alla ricerca di un potere vano ed irraggiungibile? E a che pro? Per la gloria? Quale gloria?
Qualcuno dovrebbe porsi questi interrogativi.
martedì 15 maggio 2012
Prima candelina per il 15-M: Puerta del Sol, oggi come allora. In aggiornamento.
Puerta del Sol, Madrid - E, finalmente, l'atteso momento. 15 maggio, un anniversario importante per il movimento 15-M.
La maratona per celebrare il primo compleanno è iniziata sabato scorso, 12 maggio, con una manifestazione a livello globale che ha coinvolto in gran parte paesi dell'Europa ma anche dell'Asia e del Nuovo continente.
La Spagna è stata la scintilla da cui tutto è partito, dopo mesi di impegno, lavoro ed organizzazione.
Assemblee, forum, manifestazioni e manifesti. Ad un anno a questa parte, il Movimento 15-M si è organizzato in sottogruppi, ha accumulato 14.700 proposte per migliorare, o probabilmente cambiare di sana pianta questo sistema socio-economico-finanziario.
Massiccia la partecipazione da parte degli indignados, tanta l'emozione per il traguardo raggiunto, così come tanta pazienza e una buona dose di resistenza, fisica soprattutto.
Se volessimo fissare delle parole-chiave per definire questi giorni di assemblee, di certo non potremmo dimenticare la parola sgombero. Se ne sono verificati uno a notte. La polizia, puntuale, ha, di volta in volta, fatto in modo che non rimanessero tracce di manifestanti a Puerta del Sol, di certo non preoccupandosi delle loro condizioni o agendo in maniera civile. Si è parlato di disordine pubblico, di resistenza a pubblico ufficiale (con pena dai due ai quattro anni di reclusione), e sulla base di queste accuse, sono partiti gli arresti. Diciotto nella mattinata del secondo giorno di assemblee, con conseguente liberazione; altri otto questa mattina, quando la polizia ha fatto irruzione a Puerta del Sol con quaranta camionette e sgomberato la zona (e strade limitrofe) in circa un quarto d'ora. Tre feriti lievi, due poliziotti e un manifestante. Stando alle informazioni diffuse, gli arresti sarebbero partiti a causa di un atteggiamento violento da parte degli ultimi presenti in piazza, con lancio di bottiglie e di oggetti. Secondo la Delegazione del Governo, "gli sgomberi sono avvenuti in maniera misurata e impeccabile".
Inoltre è di questo pomeriggio la notizia della liberazione degli ultimi nove detenuti, arrestati durante la mattina del giorno 13 maggio. Le accuse sono le stesse che riguardano anche gli altri detenuti
Da questa mattina, sotto un sole che picchia sì, ma meno della polizia, sono riprese le assemblee, che termineranno stasera. Nel frattempo, a Puerta del Sol, continuano i forum, in attesa della quarta e ultima assemblea generale di questa sera.
Aggiornamenti nelle prossime ore.
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domenica 13 maggio 2012
Diretta.13-M. Incontro a Puerta del Sol nel pomeriggio. Il secondo appuntamento alle ore 22.
Durante il pomeriggio, Madrid ha continuato ad ospitare migliaia di indignados che, dopo lo sgombero e l'arresto di 18 manifestanti della scorsa notte, si sono ritrovati a Puerta del Sol per continuare la protesta e manifestare solidarietà nei confronti dei 18 detenuti accusati di "oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale", che rischiano tra i due e i quattro anni di reclusione.
Altre assemblee si sono verificate anche a Barcellona e Valencia.
La protesta ha cominciato a prendere corpo alle ore 17, di fronte alla statua di Carlo III, con sit-in e assemblee informative sparse anche negli altri barrios della capitale. Sono stati urlati cori a favore dei detenuti ("18 detenidos, ilibertad!"), letti frammenti del Manifesto definitivo del "#12-M#15-M" e commentati alcuni punti riguardanti economia e sanità pubblica.
Tra le 17 e le 18, è arrivata anche la polizia, schierata di fronte alla folla, a debita distanza. Nessun contatto, nessuno scontro tra le due parti. A separarle, il traffico quotidiano, anche se ridotto per via della gente che ha continuato ad aggiungersi al primo nucleo di manifestanti. La maggiore concentrazione si è avuta attorno alle ore 18, dopodichè si è visto un lento ma limitato scemare di partecipazione.
Dalle 19 sono cominciati dibattiti pubblici dove sono stati analizzati i vari aspetti del sistema capitalista in cui la società mondiale è inserita, le sue contraddizioni e la sua concreta insostenibilità a livello umano.
E mentre la Puerta del Sol è tornata a riempirsi (alle 22 ci sarà il secondo appuntamento ufficiale, dove ci si aspetta, ancora una volta, una massiccia partecipazione), attualmente, ore 20:30, si sta affrontando l'ultimo tema della giornata di dibattiti, ovvero il debito pubblico: le parole chiave sono "sistema perverso", "speculazione finanziaria".
Dai microfoni risuona una frase significativa: "Se il debito pubblico è illegittimo, noi non lo paghiamo: non paghiamo! Non paghiamo!
Continuano gli interventi e i dibattiti.
Aggiornamenti nelle prossime ore.
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Global Spring. #15-M: l'Indignazione non dura un giorno.
In seguito allo sgombero di Puerta del Sol, avvenuto questa notte da parte della Polizia, e in seguito all'arresto di 18 manifestanti, gli indignados tornano sul posto; ribadiscono la loro indignazione, attraverso una maggiore presa di coscienza collettiva e protestano anche per solidarizzare nei confronti dei manifestanti detenuti.
Per aggiornamenti e diretta da Madrid:
- http://www.rtve.es/noticias/directo1/
- http://politica.elpais.com/politica/2012/05/11/actualidad/1336762947_762595.html
- http://www.rtve.es/noticias/20120512/minuto-minuto-15m-afluencia-indignados-sol-obliga-cortar-parcialmente-varias-carreteras/525198.shtml
Per aggiornamenti e diretta da Madrid:
- http://www.rtve.es/noticias/directo1/
- http://politica.elpais.com/politica/2012/05/11/actualidad/1336762947_762595.html
- http://www.rtve.es/noticias/20120512/minuto-minuto-15m-afluencia-indignados-sol-obliga-cortar-parcialmente-varias-carreteras/525198.shtml
#12M#15M_Global Spring
Tra qualche giorno ricorrerà il primo, importante anniversario del Movimento 15-M, quello degli indignados spagnoli (ma non solo), che il 15 maggio occuparono la Puerta del Sol di Madrid, carichi di rabbia, riversandosi in strada attraverso proteste pacifiche. Avevano idee e tanta forza di cambiare qualcosa, dettata non solo dall'entusiasmo ma dalla necessità. Da quel giorno si sono ripetute decine, centinaia di assemblee, in Spagna come in tutto il mondo, culminate con l'eccezionale evento del 15 ottobre, una delle più riuscite manifestazioni sincronizzate a livello globale.
lunedì 16 aprile 2012
La Villajoyosa
Mediterranea e popolare, La Villajoyosa è una piccola cittadina ad un'ora di metro da Alicante. Il clima mite, dovuto alla presenza del mare, fa di questo posto una tranquilla e piacevole meta turistica.
domenica 15 aprile 2012
Giovedì Santo_Alicante
Italia e Spagna, sud che si somigliano per via di un rapporto dettato dalla storia. Somiglianze negli usi, nei costumi, anche nelle tradizioni.
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venerdì 24 febbraio 2012
Valencia: Primavera in anticipo.
Da circa un mese la Comunità Valenziana sembra essersi risvegliata dal torpore invernale. Professori, genitori, ma soprattutto studenti sono scesi in strada per protestare contro i tagli all'Educazione da parte del Governo di Mariano Rajoy.
Gli Indignados sono tornati a farsi sentire, e già si parla della cosiddetta "Primavera Valenciana".
Gli Indignados sono tornati a farsi sentire, e già si parla della cosiddetta "Primavera Valenciana".
mercoledì 15 febbraio 2012
Passi indietro.
...Per tornare alla visita al Castillo de Santa Bárbara, meta perenne di gabbiani e turisti.
E sebbene il sito sia abbastanza importante per la sua rilevanza storica (http://www.spain.info/it/conoce/monumentos/alicante/castillo_de_santa_barbara.html), a competere con la sua bellezza è il tramonto che si riesce a godere una volta arrivati in cima, stando appoggiati ai merli e rassegnandosi al vento deciso, che scompiglia la pettinatura, ammesso che ne abbiate una.Quelli che seguono sono alcuni scatti dove ho cercato di cogliere le affascinanti sfumature di un tramonto, dopo un soleggiato giorno di inizio dicembre. Inutile dire che dal vivo lo spettacolo è nettamente diverso.
Saluti!
| Scorcio del Castello visto dal basso |
| Tramonto B\N |
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sabato 24 dicembre 2011
Guernica_90's version.
Già tre anni fa, in Avenida Alcoy, ad Alicante (Spagna), era presente una riproduzione dell'opera di Picasso "Guernica" (http://it.wikipedia.org/wiki/Guernica_(Picasso)), incorniciata alle estremità da frasi e citazioni contro la guerra.
Notte di Natale
Da "Il libro degli abbracci" di Eduardo Galeano (Hughes):
Fernando Silva dirige l'ospedale pediatrico di Managua. Una vigilia di Natale rimase a lavorare fino a tardi. Si sentivano già gli scoppi dei razzi, e i lampi dei fuochi d'artificio illuminavano il cielo, quando Fernando si decise ad andarsene a casa, dove lo aspettavano per la festa.
Fernando Silva dirige l'ospedale pediatrico di Managua. Una vigilia di Natale rimase a lavorare fino a tardi. Si sentivano già gli scoppi dei razzi, e i lampi dei fuochi d'artificio illuminavano il cielo, quando Fernando si decise ad andarsene a casa, dove lo aspettavano per la festa.
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